Feb

19

Scandaloso davvero !

By admin

Io mi chiedo come penso un po’ tutti, ma ai magistrati quando fanno degli errori così grossolani e direi poco intelligenti, cosa gli fanno gli danno un premio?

No perché a me è venuto il dubbio, visto che continuamente succedono casi incredibili come questo.

Articolo:

LO STUPRATORE rumeno che ha violentato «per dispetto» una quattordicenne a Roma, secondo il Tribunale di Bologna non era un soggetto pericoloso e quindi non andava rispedito in Romania. Già al centro di polemiche per aver rimesso in libertà il tunisino che giorni fa ha stuprato una 15enne in via Mattei, il Tribunale presieduto da Francesco Scutellari torna dunque nellocchio del ciclone, tanto che il ministro della Giustizia Alfano ha incaricato gli ispettori di avviare accertamenti sul nuovo caso.

ALEXANDRU Isztoika Loyos, il romeno di 20 anni che laltra notte ha confessato lo stupro di una quattordicenne nel parco della Caffarella a Roma, il 15 luglio 2008 non fu rispedito in Romania, nonostante un decreto di allontanamento emesso dallex prefetto di Roma Carlo Mosca, perché un giudice bolognese della seconda Sezione civile decise diversamente (per il tunisino, aveva invece deciso il Riesame). «Non è pericoloso», è stata la conclusione del giudice onorario Mariangela Gentile, che ha annullato il provvedimento del prefetto. Loyos aveva precedenti per lesioni, minacce, rapina, ricettazione e una condanna per furto. Proprio dopo aver scontato quella condanna era stato scarcerato il 12 luglio scorso a Viterbo: a quel punto era ancora pendente il decreto di allontanamento emesso dal prefetto. Quel tipo di provvedimento era stato introdotto nel novembre 2007 da un decreto legge del Governo Prodi subito dopo la brutale aggressione a Giovanna Reggiani a Roma. La nuova norma permette di ordinare il rimpatrio anche di cittadini comunitari (fra cui, ovviamente, i rumeni) se ritenuti socialmente pericolosi.

COME DETTO, il 12 luglio Loyos (che non ha commesso reati in Emilia Romagna) fu scarcerato a Viterbo e, in attesa del rimpatrio, fu portato nel Cie (Centro di identificazione ed espulsione, lex Cpt) di Bologna, visto che nel Lazio non cera posto. Per questo il fascicolo è finito sul tavolo del giudice bolognese, il cui compito era convalidare lallontanamento (per la convalida delle espulsioni degli extracomunitari è competente invece il giudice di pace). Tre giorni dopo si è svolta ludienza: nonostante i precedenti e nonostante il parere dellex prefetto di Roma e del questore di Viterbo, il giudice ha però ritenuto non sussistente il requisito della pericolosità sociale. Alexandru è perciò uscito quello stesso giorno, cioè il 15 luglio, e ha potuto fare ritorno a Roma, con le conseguenze che si conoscono.

RICOSTRUIRE le vicende processuali del rumeno è stato possibile solo grazie alle frammentarie notizie diffuse dalle Questure di Bologna e Roma. Da parte del Tribunale di Bologna, invece, silenzio assoluto. «Non ci risultano fascicoli relativi a Istocosa Loyos», ha ieri spiegato il presidente Scutellari, facendo riferimento a uno dei tanti alias del rumeno. Una versione al limite dellincredibile. E evidente che il fascicolo cera, ma con un nome leggermente diverso. Ma, a differenza di altre occasioni, in Tribunale cera poca voglia di rendere pubbliche le motivazioni di un provvedimento su cui si interrogava lItalia intera. Chissà perché. «Se il Ministero mi chiederà accertamenti in proposito ha aggiunto Scutellari faremo una verifica più approfondita». Dopo poche ore, il presidente Scutellari è stato esaudito. Il ministro della Giustizia Alfano ha infatti incaricato gli ispettori di avviare accertamenti preliminari sullannullamento: il provvedimento sarà chiesto al presidente delle Corte dAppello e al procuratore generale e verrà esaminato per verificare eventuali errori da parte dei magistrati.

<a href=http://it.notizie.yahoo.com/1/20090219/tit-quel-rumeno-non-pericoloso-e23ea19_1.html>fonte</a>

Feb

13

L’etilometro a batterie

By admin

Guida in stato d’ebbrezza più che raddoppiata. E l’Amministrazione comunale di Brescia corre ai ripari. È partendo da un dato statistico decisamente preoccupante che prende il via l’iniziativa del “Breath Alcol Tester”, un etilometro portatile a batterie che può essere utilizzato in qualsiasi momento. Verrà distribuito nei punti di maggior aggregazione sociale e, per quanto leggermente approssimativo, potrà rivelarsi importante. La presentazione del tester è avvenuta congiuntamente alla diffusione dei dati. Mentre nel 2007 i conducenti, che sono risultati alla guida dopo aver bevuto un pò troppo, sono risultati 95, nel 2008 si è saliti a 207. Questo, in realtà, è anche la conseguenza dei maggior controlli attuati dalla Polizia municipale. Ma, certamente, si tratta di un dato preoccupante. La fascia d’età maggiormente interessata è quella tra i 25 e i 40 anni. E’ stato spiegato dagli amministratori comunali bresciani che “L’incolumità pubblica e la sicurezza urbana costituiscono la base fondamentale del nostro vivere quotidiano. È ferma la convinzione quindi che l’ordine pubblico si raggiunga anche attraverso la “Sicurezza stradale” e che la Polizia municipale debba contemporaneamente svolgere funzioni di informazione, controllo e repressione dei comportamenti scorretti per contribuire a realizzare interventi multidisciplinari e settoriali capaci a creare utenti della strada consapevoli”. Controlli, iniziative di sensibilizzazione e contributi concreti come il tester, per ridurre sempre più gli incidenti stradali dovuti all’alcol. Tutto ciò, in attesa che il “guidatore designato”, che decide di guidare e non bere, diventi un’abitudine. (fonte: Il Giorno)

Feb

12

Satelliti che fanno bum!

By admin

Oggi è arrivata una notizia insolita, anche se considerando il numero di satelliti che girano intorno alla terra mi sa, che potrebbe essere una notizia ricorrente, come sempre speriamo un bene :)

(ANSA) Un satellite americano per le comunicazioni, di proprieta’ di una societa’ privata, si e’ scontrato in orbita con un satellite russo. Lo ha riferito un portavoce militare americano. Si tratta della prima collisione del genere nello spazio. Lo scontro ha riguardato un veicolo spaziale della Iridium Satellite Llc e un satellite russo, anch’esso per comunicazioni ma ‘non operativo’, ha spiegato il tenente colonnello dell’aviazione Les Kodlich, del Comando strategico Usa.

Feb

10

Alcune frasi che dimostrano che il cinismo non ha tempo

By admin

“Un pessimista costruisce sempre prigioni in aria.” Milton Berle

“Chi mangia dimentica la fame altrui.” Franz Fischer

“Assomiglia al fiore innocente, ma sii il serpente sotto di esso.” William Shakespeare

” Qualsiasi cosa di grande importanza è stata detta prima da qualcuno che non l’ha scoperta.” Alfred North Whitehead

Feb

3

Il ceffone della discordia

By admin

Nazioni Unite, schiaffi ai bimbi vietati in 23 Stati, ma in Italia le “correzioni fisiche” sono illecite solo a scuola. Mamma e papà possono ricorrere a scappellotti e sberle. E in altri 89 Paesi sono permessi anche a scuola

Dopo che si è parlato tanto delle battaglie per i diritti dei gay e dei disabili, in vista del ventennale della Convenzione sui diritti dell’infanzia, le Nazioni Unite affrontano il tema dei diritti dei bambini. E più in particolare di una sorta di moratoria sulle sculacciate ai minori. Purtroppo però non si è arrivati a vietare sberle e scappellotti ai bambini entro l’anno prossimo né a imporre regole più precise rispetto alla messa al bando delle “misure di correzione fisica” per i più piccoli. Salta quindi l’obiettivo, posto nel 2006, di vietare gli schiaffi e stabilire il principio secondo cui i bambini non possono e non devono essere picchiati (nemmeno se l’intento dello scappellotto o della sculacciata è educativo).

Qualche passo avanti però è stato fatto: gli Stati che proibivano a chiunque (anche ai genitori) di mettere le mani addosso ai piccoli nel 2006 erano 16, ora sono diventati 23 (18 europei). In tutto il mondo sono rimasti 89 i Paesi che permettono ancora oggi bacchettate e altri “castighi correttivi” a scuola (erano 106 tre anni fa). Anche gli Stati Uniti non hanno ratificato la convenzione per i diritti dell’infanzia. Ancora oggi in 21 dei 50 Stati americani gli insegnanti possono alzare le mani: di solito colpiscono il fondoschiena con il paddle, la tradizionale pala di legno piatta, della lunghezza di mezzo metro. A utilizzarla sono gli Stati centrali della Bible belt (la «cintura della Bibbia») americana, dove la gente si rifà al proverbio biblico «risparmia la verga e vizierai il bambino».

In Europa per fortuna le bacchettate a scuola sono praticamente scomparse. Tra gli ultimi a bandirle, la Gran Bretagna. Ma da noi il terreno delle battaglie per i diritti dei bambini si sposta all’interno della famiglia: l’obiettivo è proibire anche i ceffoni da parte dei genitori. Vietati in Svezia dal 1979, e poi in Finlandia (dal 1983), in Norvegia (dal 1987), in Austria (dal 1989), sono considerati un reato in 23 Paesi. Mentre gli altri Stati continuano a considerarli sistemi educativi efficaci. Anche l’Italia fa parte dei 155 Stati che ammettono il ricorso al ceffone: nel 1996 una sentenza della Corte di Cassazione ha dichiarato illegittima ogni forma di punizione corporale ma la legge non c’è ancora. Nel Regno Unito la legge consente sculacciate moderate, ma non punizioni che procurino lividi, ferite e gonfiori. Oggi è pensiero comune che non si debbano picchiare gli animali, ma rispetto ai bambini stenta a cedere la convinzione secondo cui lo scappellotto quando ci vuole, ci vuole.