Ott

28

Donne e uomini pari intelligenza

By admin

Donne e uomini sono alla pari quanto ad intelligenza, ma ragionano utilizzando aree del cervello differenti.
Secondo il professore di psicologia Richard Haier, dell’University of California, a Irvine, nonostante gli uomini abbiano sei volte e mezzo la materia grigia delle donne, a parità di quoziente intellettivo, si può affermare che l’intelligenza di uomini e donne sia identica. Le donne hanno, infatti, dieci volte la materia bianca dell’uomo.
I ricercatori si sono serviti di speciali scanner per la risonanza magnetica e di sofisticatissimi programmi di computer capaci di tracciare vere e proprie mappe cerebrali e di seguire l’attivazione dei neuroni di fronti ai differenti stimoli.
La materia grigia, sia nel parlar comune che nell’abito medico scientifico è associata all’intelligenza, in particolare quella generale, e rappresenta i centri di elaborazione dell’informazione nel cervello. La materia bianca invece è quella deputata a mettere in relazione tali centri di elaborazione, quindi connettere tra loro le aree cerebrali.
Si può dunque affermare che gli uomini dispongano di un cervello maggiormente adatto alle mansioni isolate, come ad esempio la risoluzione di un problema di matematica, e siano quindi dotati di un tipo di intelligenza statica, mentre le donne sono in grado di più di integrare tra loro informazioni di vario tipo, per cui tendono a destreggiarsi meglio nelle materie dinamiche, come ad esempio quelle che richiedono abilità linguistiche. È come se l’evoluzione avesse generato due tipi diversi di cervello per ottenere un comportamento ugualmente intelligente, ma con attitudini diverse.
Aver scoperto queste differenze biologiche potrebbe costituire un passo importante, per la ricerca, anche per la messa a punto di terapie contro la demenza o malattie neurodegenerative, oltre che per capire i diversi tipi di danni che un trauma o una malattia possono avere su uomini e donne, utilizzando le prime soprattutto un’area del cervello, il lobo frontale e i secondi porzioni più vaste di corteccia.

Ott

16

beirut - istituti di bellezza per bambini

By admin

Sembra proprio che la nuova tendenza del business della bellezza è andare sempre più in basso con l’età e qui in Libano, terra del venerare la bellezza femminile siamo arrivati ai bambini.

Una volta i bambini si sporcavano di cioccolata per sbadataggine ma qua allo Spa-tacular questo è il nome del primo SPA per bambbini .. è proprio voluto :) la maschera al cioccolato che idrata e rende luminosa la pelle, è solo una delle opzioni che le piccole ma esigenti clienti del centro estetico possono scegliere.

In soli quattro mesi, nella capitale libanese, sono nate tre Spa per la clientela under 14, un trattamento base, che comprende manicure, pedicure, ‘trucco e parrucco’, costa 15 euro.

Dopo l’entusiasmo iniziale non sono mancate le critiche da parte di alcuni intellettuali libanesi. “Queste attività creano uno stereotipo di donna perfetta che deve per forza soddisfare le aspettative maschili”, ha affermato Lynn Darwich, membro del collettivo femminile di Beirut secondo la quale quest’ultima moda è sintomo di un problema sociale più grave.
“Fanno sembrare la mia attività qualcosa di eccessivo e sbagliato”, ha risposto la proprietaria di Spa-tacular, Maya Hilal, che si è rifiutata di commentare le altre obiezioni.
Intanto, sempre più bambine, attratte dalla pubblicità, chiedono di festeggiare il compleanno nel salone di bellezza in miniatura di Verdun, arredato con mini specchi a forma di stella, tappeti viola, guardaroba e scaffali colmi di prodotti estetici.
Al posto del tradizionale clown coi palloncini, un team di cortesi estetiste munite di limette e smalti accoglie le ospiti.
E dopo “essersi messe in tiro”, le mini-miss possono fare un salto nella discoteca della ludoteca.
A pochi palazzi di distanza da Chez Lulu, con 28 euro ciascuna, le giovani principesse possono trascorrere due ore a farsi belle.
Il prezzo non include la torta che, se non fosse per la proverbiale golosità dei bambini che resiste a ogni moda, resterebbe intatta perché, si sa, che i dolci fanno ingrassare.

Mar

4

Lo scorpione si Suicida?

By admin

Grazie a Fabrizio e Daniele scrivo questo post :P

Lo scorpione suicida è una leggenda submetropolitana diffusa nata forse dal fatto che quando lo scorpione è in pericolo si mette in una posizione di difesa particolare piegando la coda sulla schiena facendo quasi credere di pungersi ma chiaramente gli scorpioni sono immuni al proprio veleno e a quello degli esemplari della solita specie, quindi anche volendo non potrebbe uccidersi.
Questa leggenda quindi e falsa e direi poco credibile ….

Feb

19

Scandaloso davvero !

By admin

Io mi chiedo come penso un po’ tutti, ma ai magistrati quando fanno degli errori così grossolani e direi poco intelligenti, cosa gli fanno gli danno un premio?

No perché a me è venuto il dubbio, visto che continuamente succedono casi incredibili come questo.

Articolo:

LO STUPRATORE rumeno che ha violentato «per dispetto» una quattordicenne a Roma, secondo il Tribunale di Bologna non era un soggetto pericoloso e quindi non andava rispedito in Romania. Già al centro di polemiche per aver rimesso in libertà il tunisino che giorni fa ha stuprato una 15enne in via Mattei, il Tribunale presieduto da Francesco Scutellari torna dunque nellocchio del ciclone, tanto che il ministro della Giustizia Alfano ha incaricato gli ispettori di avviare accertamenti sul nuovo caso.

ALEXANDRU Isztoika Loyos, il romeno di 20 anni che laltra notte ha confessato lo stupro di una quattordicenne nel parco della Caffarella a Roma, il 15 luglio 2008 non fu rispedito in Romania, nonostante un decreto di allontanamento emesso dallex prefetto di Roma Carlo Mosca, perché un giudice bolognese della seconda Sezione civile decise diversamente (per il tunisino, aveva invece deciso il Riesame). «Non è pericoloso», è stata la conclusione del giudice onorario Mariangela Gentile, che ha annullato il provvedimento del prefetto. Loyos aveva precedenti per lesioni, minacce, rapina, ricettazione e una condanna per furto. Proprio dopo aver scontato quella condanna era stato scarcerato il 12 luglio scorso a Viterbo: a quel punto era ancora pendente il decreto di allontanamento emesso dal prefetto. Quel tipo di provvedimento era stato introdotto nel novembre 2007 da un decreto legge del Governo Prodi subito dopo la brutale aggressione a Giovanna Reggiani a Roma. La nuova norma permette di ordinare il rimpatrio anche di cittadini comunitari (fra cui, ovviamente, i rumeni) se ritenuti socialmente pericolosi.

COME DETTO, il 12 luglio Loyos (che non ha commesso reati in Emilia Romagna) fu scarcerato a Viterbo e, in attesa del rimpatrio, fu portato nel Cie (Centro di identificazione ed espulsione, lex Cpt) di Bologna, visto che nel Lazio non cera posto. Per questo il fascicolo è finito sul tavolo del giudice bolognese, il cui compito era convalidare lallontanamento (per la convalida delle espulsioni degli extracomunitari è competente invece il giudice di pace). Tre giorni dopo si è svolta ludienza: nonostante i precedenti e nonostante il parere dellex prefetto di Roma e del questore di Viterbo, il giudice ha però ritenuto non sussistente il requisito della pericolosità sociale. Alexandru è perciò uscito quello stesso giorno, cioè il 15 luglio, e ha potuto fare ritorno a Roma, con le conseguenze che si conoscono.

RICOSTRUIRE le vicende processuali del rumeno è stato possibile solo grazie alle frammentarie notizie diffuse dalle Questure di Bologna e Roma. Da parte del Tribunale di Bologna, invece, silenzio assoluto. «Non ci risultano fascicoli relativi a Istocosa Loyos», ha ieri spiegato il presidente Scutellari, facendo riferimento a uno dei tanti alias del rumeno. Una versione al limite dellincredibile. E evidente che il fascicolo cera, ma con un nome leggermente diverso. Ma, a differenza di altre occasioni, in Tribunale cera poca voglia di rendere pubbliche le motivazioni di un provvedimento su cui si interrogava lItalia intera. Chissà perché. «Se il Ministero mi chiederà accertamenti in proposito ha aggiunto Scutellari faremo una verifica più approfondita». Dopo poche ore, il presidente Scutellari è stato esaudito. Il ministro della Giustizia Alfano ha infatti incaricato gli ispettori di avviare accertamenti preliminari sullannullamento: il provvedimento sarà chiesto al presidente delle Corte dAppello e al procuratore generale e verrà esaminato per verificare eventuali errori da parte dei magistrati.

<a href=http://it.notizie.yahoo.com/1/20090219/tit-quel-rumeno-non-pericoloso-e23ea19_1.html>fonte</a>

Feb

13

L’etilometro a batterie

By admin

Guida in stato d’ebbrezza più che raddoppiata. E l’Amministrazione comunale di Brescia corre ai ripari. È partendo da un dato statistico decisamente preoccupante che prende il via l’iniziativa del “Breath Alcol Tester”, un etilometro portatile a batterie che può essere utilizzato in qualsiasi momento. Verrà distribuito nei punti di maggior aggregazione sociale e, per quanto leggermente approssimativo, potrà rivelarsi importante. La presentazione del tester è avvenuta congiuntamente alla diffusione dei dati. Mentre nel 2007 i conducenti, che sono risultati alla guida dopo aver bevuto un pò troppo, sono risultati 95, nel 2008 si è saliti a 207. Questo, in realtà, è anche la conseguenza dei maggior controlli attuati dalla Polizia municipale. Ma, certamente, si tratta di un dato preoccupante. La fascia d’età maggiormente interessata è quella tra i 25 e i 40 anni. E’ stato spiegato dagli amministratori comunali bresciani che “L’incolumità pubblica e la sicurezza urbana costituiscono la base fondamentale del nostro vivere quotidiano. È ferma la convinzione quindi che l’ordine pubblico si raggiunga anche attraverso la “Sicurezza stradale” e che la Polizia municipale debba contemporaneamente svolgere funzioni di informazione, controllo e repressione dei comportamenti scorretti per contribuire a realizzare interventi multidisciplinari e settoriali capaci a creare utenti della strada consapevoli”. Controlli, iniziative di sensibilizzazione e contributi concreti come il tester, per ridurre sempre più gli incidenti stradali dovuti all’alcol. Tutto ciò, in attesa che il “guidatore designato”, che decide di guidare e non bere, diventi un’abitudine. (fonte: Il Giorno)

Feb

12

Satelliti che fanno bum!

By admin

Oggi è arrivata una notizia insolita, anche se considerando il numero di satelliti che girano intorno alla terra mi sa, che potrebbe essere una notizia ricorrente, come sempre speriamo un bene :)

(ANSA) Un satellite americano per le comunicazioni, di proprieta’ di una societa’ privata, si e’ scontrato in orbita con un satellite russo. Lo ha riferito un portavoce militare americano. Si tratta della prima collisione del genere nello spazio. Lo scontro ha riguardato un veicolo spaziale della Iridium Satellite Llc e un satellite russo, anch’esso per comunicazioni ma ‘non operativo’, ha spiegato il tenente colonnello dell’aviazione Les Kodlich, del Comando strategico Usa.

Feb

3

Il ceffone della discordia

By admin

Nazioni Unite, schiaffi ai bimbi vietati in 23 Stati, ma in Italia le “correzioni fisiche” sono illecite solo a scuola. Mamma e papà possono ricorrere a scappellotti e sberle. E in altri 89 Paesi sono permessi anche a scuola

Dopo che si è parlato tanto delle battaglie per i diritti dei gay e dei disabili, in vista del ventennale della Convenzione sui diritti dell’infanzia, le Nazioni Unite affrontano il tema dei diritti dei bambini. E più in particolare di una sorta di moratoria sulle sculacciate ai minori. Purtroppo però non si è arrivati a vietare sberle e scappellotti ai bambini entro l’anno prossimo né a imporre regole più precise rispetto alla messa al bando delle “misure di correzione fisica” per i più piccoli. Salta quindi l’obiettivo, posto nel 2006, di vietare gli schiaffi e stabilire il principio secondo cui i bambini non possono e non devono essere picchiati (nemmeno se l’intento dello scappellotto o della sculacciata è educativo).

Qualche passo avanti però è stato fatto: gli Stati che proibivano a chiunque (anche ai genitori) di mettere le mani addosso ai piccoli nel 2006 erano 16, ora sono diventati 23 (18 europei). In tutto il mondo sono rimasti 89 i Paesi che permettono ancora oggi bacchettate e altri “castighi correttivi” a scuola (erano 106 tre anni fa). Anche gli Stati Uniti non hanno ratificato la convenzione per i diritti dell’infanzia. Ancora oggi in 21 dei 50 Stati americani gli insegnanti possono alzare le mani: di solito colpiscono il fondoschiena con il paddle, la tradizionale pala di legno piatta, della lunghezza di mezzo metro. A utilizzarla sono gli Stati centrali della Bible belt (la «cintura della Bibbia») americana, dove la gente si rifà al proverbio biblico «risparmia la verga e vizierai il bambino».

In Europa per fortuna le bacchettate a scuola sono praticamente scomparse. Tra gli ultimi a bandirle, la Gran Bretagna. Ma da noi il terreno delle battaglie per i diritti dei bambini si sposta all’interno della famiglia: l’obiettivo è proibire anche i ceffoni da parte dei genitori. Vietati in Svezia dal 1979, e poi in Finlandia (dal 1983), in Norvegia (dal 1987), in Austria (dal 1989), sono considerati un reato in 23 Paesi. Mentre gli altri Stati continuano a considerarli sistemi educativi efficaci. Anche l’Italia fa parte dei 155 Stati che ammettono il ricorso al ceffone: nel 1996 una sentenza della Corte di Cassazione ha dichiarato illegittima ogni forma di punizione corporale ma la legge non c’è ancora. Nel Regno Unito la legge consente sculacciate moderate, ma non punizioni che procurino lividi, ferite e gonfiori. Oggi è pensiero comune che non si debbano picchiare gli animali, ma rispetto ai bambini stenta a cedere la convinzione secondo cui lo scappellotto quando ci vuole, ci vuole.

Gen

19

Veneto Banca/Bim: perfezionati gli accordi siglati nel giugno 2008

By admin

In seguito all’avvenuto rilascio delle necessarie autorizzazioni, il Gruppo Bim, Co.Fi.To. (holding di controllo di Banca Intermobiliare di Investimenti e Gestioni) ed il Gruppo Veneto Banca hanno portato a termine le operazioni di compravendita delle partecipazioni societarie previste dagli accordi intercorsi in data 6 giugno 2008. Bim ha quindi acquisito una partecipazione di controllo pari al 67,283% del capitale di Intra Private Bank, banca rete specializzata nella distribuzione attraverso un network di oltre 120 private banker presenti sul territorio nazionale. Il corrispettivo dell’acquisto è stato pari a 38,4 milioni di euro. Le Parti hanno stipulato un patto parasociale relativo alla governance di Intra PB, in forza del quale (con deliberazione dell’Assemblea di quest’ultima prevista entro la metà del mese di febbraio 2009) il suo Cda sarà costituito da 7 membri di cui 4 designati da Bim ed il Collegio Sindacale includerà due sindaci effettivi ed uno supplente nomina ti dalla nuova controllante. Veneto Banca Holding ha acquisito una partecipazione pari al 40% del capitale della Co.Fi.To.. Il corrispettivo dell’operazione è stato definitivamente pattuito in 169 milioni di euro, che i venditori (le famiglie Segre, D’Aguì, Scanferlin e Giovannone, azionisti storici di Co.Fi.To) hanno impiegato per l’acquisto di azioni VBH per un controvalore di 88,8 milioni di euro, di obbligazioni subordinate emesse della stessa VBH per un controvalore pari a 20,1 milioni e di una partecipazione pari al 24% del capitale della Banca Italo Romena – BIR (società del Gruppo Veneto Banca) per un controvalore pari a circa 60 milioni che sarà maggiorato di 4,5 milioni a fronte del previsto aumento di capitale eseguito successivamente alla stipula degli accordi. Come previsto dagli accordi siglati nel giugno scorso, l’Assemblea di Co.Fi.To. ha provveduto alla nomina di 3 Consiglieri di amministrazione (su un totale di 7 membri) e del Presidente del Collegio Sinda cale quali indicati – come da accordi - dal partner VBH. VBH e i venditori hanno infine stipulato un patto parasociale che recepisce le suddette intese aventi ad oggetto la governance di Cofito e della sua controllata Bim. Rimangono ferme le pattuizioni previste dal precedente accordo parasociale con cui i suddetti azionisti storici di Cofito Spa, già a decorrere dalla firma dell’intesa con il partner VBH e in funzione di tale intesa, si sono vincolati a presentare e a votare di comune accordo un’unica lista di candidati alla carica di componenti il Consiglio di amministrazione e il Collegio Sindacale della società. Si ricorda inoltre che in data 7 gennaio u.s. il Cda di Bim ha approvato la nomina di Roberto Ruozi quale Consigliere di amministrazione in rappresentanza del Gruppo Veneto Banca e che è prevista la nomina di un ulteriore membro di espressione dello stesso Gruppo entro 6 mesi.

Gen

12

Gli scuali (squali) attaccano l’uomo?

By admin

Penso proprio che di si o almeno in Australia si, un australiano ha lottato oggi contro uno squalo mentre stava facendo snorkeling vicino a Sydney, riuscendo a liberare le gambe dalla sua presa con un pugno.

“Mi sono solo girato e ho iniziato a muovermi. Credo di averlo colpito”, ha spiegato ai media locali Steven Foggarty, 24 anni, fuori dall’ospedale dove è stato portato.

“Vedevo il sangue su entrambi i piedi e ho dato un’occhiata veloce per vedere se ci fossero ancora le mie gambe”.

Foggarty è stato morso alla gamba destra da uno squalo toro mentre stava facendo snorkeling a Lake Illawarra, a sud di Sydney.

Si tratta del terzo attacco da parte di squali in Australia in due giorni.

Ieri, al largo dell’isola di Tasmania, un surfer australiano ha preso a pugni alla testa uno squalo di 5 metri per soccorrere la cugina di 13 anni che era stata morsa ad una gamba. I due stavano facendo surf quando lo squalo bianco ha preso la gamba della ragazzina trascinandola a fondo. Il giovane, Syb Mundy, 20 anni, è intervenuto prendendo a pugni lo squalo e mettendo la cugina sulla sua tavola da surf per tornare a riva.

Mundy ha detto che colpire lo squalo alla testa è stato “come colpire un muro di mattoni”.

“Era lungo come un’auto. Semplicemente un mostro”, ha detto oggi Mundy ad una radio locale.

In un’altra semi-tragedia ieri, un surfista nella costa nordorientale australiana è sopravvissuto al morso di uno squalo ed è riuscito a tornare a riva con una ferita di 40 cm sulla coscia sinistra.

Jono Beard, 31 anni, stava facendo surf con amici e guardando alcuni delfini nuotare quando è stato morso. E’ stato portato in elicottero all’ospedale dove è stato sottoposto ad un intervento chirurgico per chiudere la profonda ferita alla gamba.

“C’erano sei o sette delfini intorno a noi. Era una mattina tranquilla”, ha detto alla radio.

Un australiano 51enne è stato ucciso da uno squalo bianco lo scorso 27 dicembre mentre stava facendo snorkelling al largo di una spiaggia di Perth.

Negli ultimi 50 anni ci sono stati circa 60 attacchi mortali di squali, secondo l’Australian Shark Attack File al Taronga Zoo di Sydney.

Gen

12

I Fulmini Globulari

By admin

Si formano improvvisamente, nell’aria carica di elettricità, durante i violenti temporali: sono sfere di fuoco variopinte che danzano minacciosamente, sospese pochi metri sul terreno, talvolta irrompono nelle abitazioni, terrorizzando i malcapitati spettatori e, nei casi più sfortunati, uccidendoli. Gli scienziati li chiamano «fulmini globulari», per distinguerli dalle classiche saette che disegnano nel cielo luminosissime linee a zigzag; ma finora non sapevano spiegare da dove scaturissero. Ebbene, dopo due secoli e mezzo di esperimenti e di studi (a partire da Benjamin Franklin), il mistero dei temibili fulmini globulari è stato finalmente svelato. Due fisici sperimentali brasiliani, Antonio Pavo e Gerson Paiva, dell’Università Federale di Pernambuco (Brasile), hanno annunciato di avere riprodotto con successo nel loro laboratorio il processo di formazione dei fulmini globulari, basandosi su una teoria fisica precedentemente formulata dal loro collega statunitense Graham Hubler, dell’ U.S. Naval Research Laboratory di Washington.
In termini molto semplici, la teoria prevede che i fulmini globulari siano il risultato di fenomeni elettrici e chimici. Il punto di partenza è un classico fulmine che scarica la sua energia a terra. Nel punto di impatto si producono altissime temperatura che vaporizzano gli elementi chimici come il silicio contenuti nel suolo. Le particelle di silicio, a loro volta, combinandosi con l’ossigeno presente nell’atmosfera, formano una nuvoletta incandescente di plasma (gas ad alta temperatura) di dimensioni variabili da una palla da tennis a un pallone di calcio. Così il fulmine globulare comincia a fluttuare nell’aria per qualche secondo, emettendo bagliori variopinti e terrorizzando la gente, prima di dissolversi, talvolta con un fragore assordante. Prima ancora che fossero documentati fotograficamente, i fulmini globulari sono stati disegnati anche da incisori di stampe del ‘700 e dell’800. E dobbiamo al bulino di uno di questi artisti la rappresentazione di quel che accadde nel 1753 allo sfortunato fisico Georg Richmann, emulo Franklin, che faceva penetrare l’elettricità atmosferica nel proprio laboratorio attraverso lunghi fili elettrici, ma che fu letteralmente carbonizzato dalla formazione di un fulmine globulare.
I due fisici brasiliani, prudentemente protetti da opportuni schermi, hanno costruito un arco voltaico da 140 ampere che vaporizza un wafer di silicio e crea, in rapida successione, raffiche di fulmini globulari che rotolano minacciosi nel loro laboratorio universitario. «Così abbiamo anche potuto misurare la vita media di questi fenomeni che varia da 2 a 8 secondi». Dimostrata la validità della teoria, annunciano i ricercatori, ora si tenterà di mettere a punto i sistemi di sicurezza più adatti per difendersi da questi insidiosi compagni dei fulmini atmosferici.